Divorzio e abitazione di proprietà – aspetti finanziari
Molte coppie sanno dai media che divorziare o separarsi può essere piuttosto costoso, soprattutto se c’è di mezzo un immobile in comune. Nel seguente articolo scoprirete i possibili scenari e le relative conseguenze finanziarie.
Quanto tempo ci vuole per divorziare?
Una procedura di divorzio accompagnata da una battaglia legale può durare diversi anni. Se una parte desidera chiedere il divorzio unilateralmente, i coniugi devono aver vissuto separati per almeno due anni.
Per un divorzio consensuale servono generalmente dai tre ai quattro mesi, con possibili differenze da un Cantone all’altro. Il presupposto è che tutti gli aspetti, quali alimenti, questioni relative ai figli e regime dei beni, siano già stati definiti senza l’intervento del tribunale. Se tali questioni sono ancora in sospeso, la procedura si allunga.
Quanto costa divorziare?
I costi connessi a un divorzio consistono essenzialmente nelle spese legali e processuali. Le tariffe dei tribunali variano a seconda del Cantone e sono di norma comprese tra CHF 1’000 e CHF 4’000. Gli onorari degli avvocati oscillano generalmente tra CHF 250 e CHF 450 l’ora.
Le persone con scarse risorse economiche possono richiedere l’assistenza legale gratuita. In teoria è possibile affrontare un divorzio anche senza l’assistenza di un avvocato. Si consiglia tuttavia di rivolgersi a un esperto per chiarire adeguatamente le questioni riguardanti il patrimonio.
In caso di separazione consensuale, di norma i partner si fanno carico congiuntamente dei costi. Nelle procedure in materia di divorzio e altri procedimenti riguardanti il diritto di famiglia, ciascuna parte sostiene le proprie spese legali. Le spese processuali vengono normalmente divise a metà.
Cosa accade all’ipoteca in caso di divorzio?
In caso di divorzio, ben presto sorge la questione di cosa ne sarà dell’abitazione di proprietà in comune. Bisogna decidere se l’immobile verrà venduto o se una delle due parti intenda continuare a viverci. Se una parte rimane nell’abitazione, l’altra deve essere liquidata nel quadro del trasferimento della proprietà. L’ammontare dell’importo corrisposto dipende dall’attuale valore di mercato dell’immobile.
La situazione diventa più complessa se l’ipoteca è ancora in essere. Se l’ipoteca è stata conclusa congiuntamente, i partner divorziati rimangono responsabili solidalmente, anche nel caso in cui uno dei due si trasferisca altrove. Entrambi continuano pertanto a rispondere dell’intero debito e, in caso di emergenza, devono farsi carico della quota dell’altra parte qualora questa non sia in grado di pagare.
Il contratto ipotecario rimane in vigore nonostante il divorzio. Un’uscita anticipata è in linea di principio possibile, ma nella maggior parte dei casi comporta un elevato indennizzo per scadenza anticipata.
Chi è responsabile dopo il divorzio?
Se dopo la separazione una persona lascia l’immobile di proprietà comune, rimane comunque responsabile in solido finché il suo nome figura nel contratto ipotecario. Ciò implica quanto segue:
- Diritti della banca in caso di interessi non pagati: in caso di pagamenti insoluti, la banca può richiedere l’intero importo a entrambi gli ex partner, anche se solo una persona continua a vivere nell’immobile.
- Obbligo di pagamento continuativo: anche dopo aver traslocato altrove, la persona continua a rispondere dell’intero debito, non solo di una quota.
- Effetti sulla solvibilità: finché entrambi figurano sul contratto, l’ipoteca influisce sulla solvibilità di tutti e due e può rappresentare un ostacolo per eventuali finanziamenti futuri.
Prudenza in caso di comproprietà
In caso di comproprietà al 50% non importa chi ha contribuito in che misura all’acquisto dell’immobile. Questa suddivisione è prevista come standard in molti contratti di compravendita. Se sono stati versati importi diversi, i coniugi possono registrare nel registro fondiario le cosiddette quote di proprietà. In assenza di altri accordi, in caso di divorzio i debiti ipotecari e l’utile o la perdita vengono ripartiti proporzionalmente a tali quote.
In caso di ipoteca, posso essere esonerato dalla responsabilità solidale?
Nel caso ideale, la persona che rimane nell’immobile si fa carico dell’intera ipoteca. La persona che lascia l’abitazione viene così esonerata dalla responsabilità solidale. Ciò presuppone che la banca ritenga che la situazione finanziaria della persona rimasta le permetta di sostenere da sola l’ipoteca.
In caso contrario si possono prendere in considerazione due soluzioni:
- Garanzie supplementari, ad esempio sotto forma di titoli o assicurazioni sulla vita utilizzati come pegno.
- Riduzione dell’ipoteca, ad esempio tramite averi previdenziali o acconto della quota ereditaria.
Se neanche queste garanzie sono sufficienti, la responsabilità solidale cessa solo con la vendita dell’immobile.
Costi dell’esonero dalla responsabilità solidale
Di norma l’esonero dalla responsabilità solidale per l’ipoteca genera dei costi. Vi rientrano le spese per la verifica e l’adeguamento del contratto ipotecario. Di solito la banca applica una tassa, poiché il contratto deve essere revisionato e riemesso. L’ammontare di tale tassa varia a seconda della banca.
Concubinato e responsabilità solidale
In molti casi, anche le coppie non sposate che finanziano insieme un immobile rispondono solidalmente per l’ipoteca. Tuttavia, tale responsabilità è molto diversa da quella delle coppie sposate, in particolare in caso di separazione o decesso. È necessaria una consulenza legale individuale, soprattutto in caso di decesso, poiché i partner non sposati non hanno alcun diritto legale all’eredità.
Differenze rispetto alle coppie sposate
Dal momento che il diritto matrimoniale non tutela le coppie non sposate, queste ultime sono meno protette dal punto di vista legale. In pratica ciò si traduce in quanto segue:
- In caso di decesso: se una persona viene a mancare, in linea di principio il partner superstite è tenuto a sostenere l’intera ipoteca, salvo diverso accordo. Inoltre, poiché non esiste alcun diritto successorio legale, devono essere stipulati accordi separati per il trasferimento della proprietà.
- In caso di separazione: la responsabilità solidale sussiste finché entrambe le persone figurano nel contratto ipotecario. Spesso non è chiaro come venga utilizzato l’immobile, chi possa rimanervi e quale sia la ripartizione finanziaria.
Tutele per le coppie in concubinato
Le coppie non sposate possono adottare diverse misure per ridurre i rischi:
- Assicurazione sulla vita: un’assicurazione sulla vita a favore del partner garantisce, in caso di decesso, la disponibilità dei mezzi finanziari per coprire la quota ipotecaria della persona deceduta.
- Contratto di concubinato: stabilisce i diritti e gli obblighi di entrambe le persone in relazione all’immobile, chiarendo l’utilizzo dell’abitazione e la responsabilità in caso di separazione o decesso.
Fatevi consigliare da uno o una specialista per trovare la soluzione adeguata alla vostra situazione.